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Videocapsula, intestino monitorato

Ha l'aspetto di una semplice capsula da inghiottire, ma è in grado di trasmettere per otto ore fino a novantamila immagini dell'intestino tenue: si tratta della videocapsula endoscopica, che da ieri, grazie a una donazione di 27mila euro dell'Avoprorit, è disponibili presso l'Unità operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Il direttore dell'Uo Angelo Franzè sottolinea come "nel campo della diagnostica la videocapsula è utilizzata per lo studio dell'intestino tenue: per il riconoscimento di lesioni tumorali precoci, di emorragie digestive occulte e di lesioni iniziali per il morbo di Crohn. Molto altre patologie possono essere diagnosticate con la videocapsula (polipo, lesioni da antinfiammatori), ma è importante che questa tecnica venga utilizzata in maniera appropriata".

Durante il percorso nell'apparato digerente, la video capsula trasmette i segnali video che vengono memorizzati nell'unità ricevitore e che permettono di monitorare la posizione della capsula. I dati vengono scaricati dal registratore al computer, tramite un software appositamente studiato, ed elaborati come video. la donazione di Avoprorit comprende una piattaforma Pc, un'unità di registrazione, un monitor, una stampante, software specifici e 50 videocapsule. La strumentazione donata all'Uo di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva è di ultima generazione: al momento non sostituisce gastroscopia e colonscopia, ma il nuovo modello potrà essere implementato anche a questo scopo non appena la tecnologia lo permetterà. Sia Franzè che il direttore sanitario dell'Ospedale, Luca Sircana, hanno ricordato l'impegno dell'Avoprorit, presente alla cerimonia con il suo presidente Enrico Foggi: "E' proprio grazie all'Avroprorit" ha detto Franzè, "che anche a Parma sono arrivati i primi risultati sull'efficacia dello screening contro il tumore al colon. La collaborazione dell'associazione con il nostro ospedale è ormai ventennale".

Sircana ha aggiunto che "al di là della donazione, concreta di apparecchiature, vedere che c'è chi come l'Avoprorit si impegna per la raccolta fondi a nostro favore, è un conforto per gli operatori, ed è un segno che la cittadinanza ci è vicina".

 

Fonte: Gazzetta di Parma

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